Obesità, una sfida che va oltre il piano sanitario. EFPIA lancia l’allarme europeo

Obesità, una sfida che va oltre il piano sanitario. EFPIA lancia l’allarme europeo

L’obesità non rappresenta soltanto una sfida per i sistemi sanitari, ma anche un problema con conseguenze economiche e sociali che coinvolgono l’intera società. È il quadro che emerge dal rapporto The Economic Burden of Overweight and Obesity in Europe – realizzato dall’Office for Health Economics (OHE) per conto di EFPIA – che ha analizzato il fenomeno in otto Paesi europei: Germania, Francia, Italia, Spagna, Irlanda, Grecia, Romania e Regno Unito.

Nel 2024 il 56% delle persone in Europa era in sovrappeso o obeso, compreso circa un terzo dei bambini. Secondo il rapporto, nei Paesi analizzati l’impatto economico associato a un indice di massa corporea (BMI) elevato varia dallo 0,6% all’1,4% del Pil. Una quota rilevante dei costi è legata non direttamente all’assistenza sanitaria, ma alle conseguenze dell’obesità sulla produttività.

Tra il 18% e il 58% dei costi complessivi nei Paesi considerati è infatti riconducibile a perdite di produttività dovute a mortalità prematura, inattività economica, assenteismo e tempo impiegato nelle attività di assistenza e cura. Un impatto che, sottolinea il rapporto, porta la questione ben oltre il perimetro sanitario e rende necessario un approccio che coinvolga diversi ambiti delle politiche pubbliche e della società.

I costi sanitari diretti sono determinati dall’impatto dell’obesità e dell’aumento del BMI su altre malattie non trasmissibili. Il rapporto EFPIA stima che un BMI elevato sia associato a quasi il 60% degli anni di vita in buona salute persi (DALY) attribuibili al diabete di tipo 2, al 45% di quelli legati alle malattie dell’apparato digerente e al 32% di quelli associati alla malattia renale cronica.

I costi per Paese

Per l’Italia, il costo annuale associato al sovrappeso e all’obesità è stimato in circa 20 miliardi di euro all’anno, come in Francia e Spagna. La Germania registra il maggiore impatto complessivo, con 55,2 miliardi di euro, seguita dal Regno Unito con 43,2 miliardi, dove le sole perdite di produttività arrivano a costare 25,1 miliardi di euro. In Germania raggiungono i 24,9 miliardi.

Le cinque raccomandazioni di EFPIA

Sulla scorta di questi dati, EFPIA propone cinque linee di intervento per ridurre il peso economico e sociale dell’obesità e del BMI elevato.

1. Riconoscere l’obesità come una malattia. Il riconoscimento formale dell’obesità come malattia cronica e recidivante, secondo EFPIA, consentirebbe di rafforzare la sorveglianza epidemiologica, ottenere finanziamenti e favorire l’accesso a percorsi assistenziali appropriati.

2. Contrastare lo stigma legato all’obesità. EFPIA chiede di adottare politiche inclusive per ridurre lo stigma legato al peso, spostando l’attenzione dalla responsabilità individuale verso approcci più efficaci e sistemici.

3. Migliorare l’accesso alla prevenzione e al trattamento. L’associazione propone percorsi assistenziali integrati e lungo tutto l’arco della vita, che combinino diagnosi precoce, interventi comportamentali, farmacologici e chirurgia metabolica e bariatrica.

4. Rafforzare le evidenze a sostegno degli investimenti. E’ necessario produrre maggiori evidenze sui benefici economici e sociali degli interventi contro l’obesità, considerando anche gli effetti sulla produttività, sulla partecipazione al mercato del lavoro e sulla riduzione dei costi assistenziali.

5. Integrare l’obesità nell’attuazione dell’EU Safe Hearts Plan. EFPIA propone di fissare obiettivi specifici per la diagnosi e la gestione dell’obesità, anche attraverso i controlli sanitari, nell’ambito del Piano europeo che punta a ridurre la mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035.

“Affrontare l’obesità è fondamentale per proteggere la salute e il benessere dei cittadini, salvaguardare i nostri sistemi sanitari europei e garantire una crescita sostenibile in Europa”, conclude Nathalie Moll, direttore generale di EFPIA, “È necessario un cambiamento urgente nel modo di percepire, prevenire, diagnosticare e trattare l’obesità per migliorare gli esiti di salute, ridurre il peso dei costi sui servizi sanitari, aumentare la produttività economica e rafforzare la resilienza della società”.

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